Narrativa · 18+Femdom · Prima volta1 min di lettura

La maschera di velluto

Una festa in maschera, un palazzo sotto i portici e una donna che gli proibì di guardarla finché non avesse deciso lei.

A red velvet curtain
Photo: Manos Gkikas · Unsplash

L’invito diceva solo: Palazzo in via Santo Stefano. Mezzanotte. Maschera obbligatoria. Rocco l’aveva ricevuto da un’amica che frequentava quegli ambienti da anni e che, ridendo, gli aveva detto: «Se non ci vai adesso, non ci vai mai più.»

Comprò una maschera di velluto nero in un negozio di Venezia, online. Il giorno della festa gli tremavano le mani mentre la allacciava.

La Contessa

Il salone aveva soffitti affrescati e candele ovunque. Persone in maschera parlavano piano, si sfioravano, si guardavano. Rocco restò vicino alla parete per un’ora, finché una voce alle sue spalle disse:

«Stai fissando tutti. È maleducato.»

Si voltò. Una donna in abito di velluto bordeaux, la maschera d’argento, le labbra scure. La chiamavano la Contessa, e nessuno sembrava conoscere il suo vero nome.

La regola

Lo portò in un salottino laterale e lo fece sedere.

«Una regola sola», disse. «Da adesso, gli occhi bassi. Mi guarderai solo quando sarò io a sollevarti il mento. Se vuoi smettere, togliti la maschera: vuol dire che la serata è finita, e nessuno ti tratterrà.»

Prima di tutto, però, volle parlare. Gli chiese cosa desiderava, cosa lo spaventava, dove finivano i suoi limiti. Rocco rispondeva fissando il pavimento a scacchi, e scoprì che senza guardarla era più facile dire la verità.

Il mento

Quella notte imparò che si può desiderare uno sguardo più di qualsiasi altra cosa. Lei girava intorno alla sedia, gli parlava all’orecchio, gli dava ordini a bassa voce. Lui aspettava. Quando finalmente due dita fredde gli sollevarono il mento, il cuore gli saltò in gola.

«Bravo», disse lei. «Adesso puoi guardarmi.»

Quello che accadde dopo, in quel salottino, rimane sotto i portici di Bologna.

All’alba, nel cortile, la Contessa gli sistemò la maschera storta.

«Tienila», disse. «La prossima festa è a febbraio.»

Rocco ha segnato la data sul calendario in cucina. Accanto, ha disegnato solo una piccola maschera.

Questo racconto è frutto di fantasia. Tutti i personaggi sono adulti inventati (18+) e ogni somiglianza con persone reali è puramente casuale.

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