Narrativa · 18+Piedi · Estate2 min di lettura

Domenica scalza

A mezzanotte lei si tolse i sandali e glieli mise in mano. Lui non li restituì fino all’alba.

Nail polish bottles on a purple surface
Photo: Cut Collective · Unsplash

Il matrimonio di suo cugino era a Positano, su una terrazza a picco sul mare, e Matteo non conosceva quasi nessuno.

Conosceva di vista la testimone della sposa, Giulia: vestito color pesca, capelli raccolti, sandali dorati con il tacco altissimo e unghie dei piedi dipinte di un rosso corallo che lui non riusciva a smettere di guardare. L’aveva notata alla cerimonia. L’aveva notata a cena. Lei aveva notato lui alla seconda portata.

A mezzanotte, quando partì la tarantella, Giulia attraversò la terrazza, si fermò davanti a lui, si sfilò i sandali e glieli mise in mano.

“Tienimeli tu”, disse. “Mi stai guardando i piedi da tre ore. Almeno renditi utile.”

La notte

Matteo rimase con i sandali in mano mentre lei ballava scalza sul cotto, ridendo, con la gonna che girava. Ogni tanto tornava al tavolo a bere un sorso d’acqua e gli sorrideva come chi sa benissimo l’effetto che fa.

Alle due si sedette accanto a lui, sfinita, e senza chiedere niente appoggiò i piedi sulle sue ginocchia.

“Mi fanno male”, disse. “E tu hai le mani grandi.”

Lui cominciò a massaggiarli piano, senza parlare. Lei chiuse gli occhi.

La domanda

“Matteo”, disse dopo un po’, senza aprirli. “È una cosa tua, vero? I piedi.”

Lui avrebbe voluto mentire. Non ci riuscì. “Sì. Da sempre. Non l’ho mai detto a nessuno.”

Giulia aprì un occhio. “Perché?”

“Perché sembra ridicolo.”

“Ridicolo è passare tre ore a fingere di guardare il mare.” Mosse le dita, appena. “Raccontami. Cosa ti piace, esattamente. Con le parole.”

Lui raccontò, piano, mentre il mare diventava grigio e poi rosa. Il colore dello smalto. L’arco del piede quando lei stava in punta. Il rumore dei sandali che cadevano sulle piastrelle. Lei ascoltava e ogni tanto diceva ah sì? o questo non lo sapevo, e una volta rise così forte che lo zio della sposa si girò a guardare.

L’alba

All’alba gli invitati scendevano verso la spiaggia. Giulia si alzò, scalza, e gli tese la mano.

“Le regole sono queste”, disse. “Domani è domenica. Mi porti al mare. Tu chiedi, io dico sì o no. E i sandali li tieni tu finché non decido di riprendermeli.”

Domenica la portò alla spiaggia di Fornillo. Chiese molte cose. Lei disse molti sì, qualche non ancora e un mai e poi mai tra le risate.

I sandali dorati sono ancora a casa di Matteo, a Napoli. Giulia dice che verrà a riprenderli. Ogni domenica, da tre mesi, rimanda.

Questo racconto è frutto di fantasia. Tutti i personaggi sono adulti inventati (18+) e ogni somiglianza con persone reali è puramente casuale.

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